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Calcolo di ricarico e margine in Excel: prezzo di vendita e punto di pareggio

Calcolatore di ricarico, margine e punto di pareggio — modello Excel — Scarica gratis →

«Ci metto il 30% sopra»: è il modo più diffuso di fissare un prezzo, e anche quello che crea più equivoci. Il 30% sul costo e il 30% sul prezzo di vendita sono due numeri diversi, e chi li confonde guadagna meno di quanto pensa.

In questa guida chiariamo la differenza tra ricarico e margine, vediamo come calcolare in Excel il prezzo di vendita partendo dall'uno o dall'altro, come trattare l'IVA e come trovare il punto di pareggio: il volume minimo di vendite sotto il quale lavori in perdita.

Ricarico e margine: la differenza

  • Ricarico: quanto aggiungi al costo, in percentuale del costo.
  • Margine: quanto ti resta, in percentuale del prezzo di vendita.

Esempio: compri un articolo a 40 € (IVA esclusa) e lo vendi a 60 € (IVA esclusa). Il guadagno è 20 €. Il ricarico è 20/40 = 50%, il margine è 20/60 = 33,3%. Stesso prezzo, due percentuali diverse.

Le formule di conversione:

  • margine = ricarico / (1 + ricarico)
  • ricarico = margine / (1 − margine)
RicaricoMargine
25%20%
33,3%25%
50%33,3%
100%50%
150%60%

Il caso classico: un fornitore ti dice che «il margine consigliato è del 50%» e tu applichi un ricarico del 50%. In realtà ti serviva un ricarico del 100%.

Il prezzo di vendita in Excel

Con il costo unitario in B2 (acquisto più costi aggiuntivi per unità, come trasporto e imballaggio) e la percentuale in C2:

  • partendo dal ricarico: =B2*(1+C2)
  • partendo dal margine: =B2/(1-C2)

Per un costo di 40 € e un margine desiderato del 40%: 40 / 0,6 = 66,67 €. Con il ricarico del 40% avresti ottenuto solo 56 €.

I prezzi «a occhio» di solito finiscono in ,90 o in ,50. Per arrotondare per eccesso al passo di 0,50 €:

=ARROTONDA.ECCESSO(B2/(1-C2);0,5)

Arrotonda sempre per eccesso: per difetto rischi di scendere sotto il margine minimo che ti sei dato.

E l'IVA?

La regola pratica è ragionare sempre al netto dell'IVA e aggiungerla solo alla fine.

  • Se sei soggetto IVA e puoi detrarla, il costo vero è quello IVA esclusa. Se la fattura riporta 48,80 € IVA inclusa al 22%, il costo è 48,80 / 1,22 = 40 €. Il prezzo al pubblico è il prezzo netto × 1,22: 60 € diventano 73,20 €.
  • Se non puoi detrarre l'IVA (per esempio in un regime agevolato), l'IVA pagata al fornitore è un costo a tutti gli effetti: il costo da usare è quello IVA inclusa.

Confondere questi due casi sposta il margine di diversi punti percentuali.

Il punto di pareggio

Il prezzo giusto non basta: devi venderne abbastanza da coprire i costi fissi (affitto, utenze, stipendi, software). Il punto di pareggio è:

pareggio (pezzi) = costi fissi / (prezzo − costo variabile unitario)

La differenza tra prezzo e costo variabile si chiama margine di contribuzione. Esempio: costi fissi 3.000 € al mese, prezzo 60 €, costo variabile 42 € (acquisto più 2 € di spedizione). Il margine di contribuzione è 18 €, quindi:

3.000 / 18 = 166,7 → 167 pezzi al mese, cioè circa 10.000 € di fatturato.

In Excel, con costi fissi in B1, prezzo in B2 e costo variabile in B3:

=ARROTONDA.ECCESSO(B1/(B2-B3);1)

Il margine di sicurezza dice quanto puoi perdere di vendite prima di andare in rosso. Se ne vendi 220 al mese: (220 − 167) / 220 ≈ 24%.

Errori comuni

  • Dimenticare i costi aggiuntivi. Trasporto, imballaggio, commissioni dei marketplace o del POS vanno nel costo unitario.
  • Usare il ricarico quando ti serve il margine (e viceversa): guarda la tabella sopra.
  • Un unico prezzo medio per prodotti molto diversi. Il pareggio su uno «scontrino medio» funziona solo se l'assortimento è abbastanza omogeneo.
  • Ignorare la sensibilità. Prova cosa succede al pareggio se il prezzo scende del 5% o il costo sale del 10%: spesso cambia molto più di quanto ci si aspetta.

Il modello pronto

Il nostro calcolatore di ricarico, margine e punto di pareggio è gratuito. Nel foglio «Parametri» scegli la modalità di calcolo (da ricarico o da margine), l'aliquota IVA, il passo di arrotondamento del prezzo e il margine minimo; c'è anche un promemoria di corrispondenza tra ricarico e margine.

Il foglio «Ricarico e margine» gestisce fino a 100 prodotti: inserisci acquisto, IVA, costi aggiuntivi per unità e percentuale desiderata, e ottieni il prezzo di vendita, il ricarico e il margine effettivi e il profitto per unità. Se sei soggetto IVA, l'acquisto IVA inclusa viene scorporato e al cliente si mostra il prezzo IVA inclusa; in caso contrario l'acquisto IVA esclusa viene aumentato dell'aliquota.

Il foglio «Pareggio» calcola, a partire da costi fissi, prezzo e costi variabili, il punto di pareggio in pezzi e in valore e il margine di sicurezza, con due tabelle di sensibilità e un grafico. Funziona in Excel 2007 e successivi e in LibreOffice, senza macro. Verifica aliquote e soglie con la normativa in vigore prima di iniziare.

Domande frequenti

Quale margine è «giusto»?

Non esiste un valore universale: dipende dal settore, dai costi fissi e dalla concorrenza. Parti dal punto di pareggio: il margine giusto è quello che ti permette di coprire i costi fissi con un volume di vendite realistico.

Gli sconti come incidono sul margine?

Molto. Con un margine del 33,3%, uno sconto del 10% sul prezzo lo porta a circa il 26%. Per mantenere lo stesso guadagno totale dovresti vendere circa un terzo di pezzi in più.

Il punto di pareggio va calcolato al mese o all'anno?

Come preferisci, purché costi fissi e vendite si riferiscano allo stesso periodo. Al mese è più utile per seguire l'andamento; all'anno se l'attività è molto stagionale.

Devo includere il mio compenso nei costi fissi?

Sì, se lavori nell'attività. Altrimenti il pareggio ti dice quando smetti di perdere soldi, ma non quando inizi a guadagnare uno stipendio.

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